Racconti: Benedetta Coe

L’avere avuto ti spinge oggi a dare amore
Appello della mamma di Benedetta Coe
(racconto tratto dalla pubblicazione "Coccinelle News" del Maggio 2003)

Cari Genitori, voi forse non lo sapete, ma abbiamo tante cose in comune anche se le nostre vite e le nostre storie sono diverse. Siamo genitori e ciò che vogliamo di più al mondo è la salute e la serenità
dei nostri figli. C’è chi riesce ad averla senza, fortunatamente, molti sforzi e c’è chi deve lottare per raggiungerla.
Ma la cosa importante è, alla fine, vedere crescere i nostri piccoli.

Quante volte ho avuto paura di non poterlo fare! Ma poi quando ho avuto la fortuna di prendere la mia piccola Benedetta tra le braccia, ho capito che era viva, aveva lottato per me e per la sua vita. Ora la vedo ridere, giocare, è serena, naturalmente più delicata di tanti altri bambini, ma passerà. Spero che, di tutto questo brutto periodo, le resteranno solo i segni degli aghi sulle braccia, e niente più. Ma a me che cosa resterà? Un ricordo sfumato che affiora ogni volta che rivivrò la mia storia nelle storie degli altri che verranno. Una forza che posso solo cercare di dare a chi ne ha bisogno. Un’esperienza che posso insegnare; ecco perché faccio parte dell'Associazione “Coccinelle”.

Voglio dare ciò che posso e sono in grado di dare. Da quando è nata Benedetta sono più attenta a chi chiede aiuto, più disponibile di quanto non lo sia mai stata perché ho provato sulla mia pelle che cosa vuol dire avere qualcuno che ti ascolta, ti aiuta ad essere più ragionevole, più serena e ti aiuta a sperare…

E da ultimo il mio appello. E’ rivolto a te che leggi… Sì, a te, cosa aspetti ancora? Deciditi e dedica qualche minuto del tuo tempo anche tu, ti sentirai più utile.


Io, Benedetta (Benny)
Se sono qui lo devo alla protezione degli Angeli in cielo, alle cure degli Angeli in terra e all'amore infinito dei miei genitori.
(racconto tratto dalla pubblicazione "Coccinelle News" del Dicembre 2003)

Avete visto che fisico? Sono Benedetta Coe, nata alla 28° di ben 410 grammi poi calata a 350. Mi tengo in forma perché da grande farò la Velina. Così mangio poco, non sto mai ferma, ma dormo molto per non farmi venire le rughe.
Beh, che dire! I miei primi otto mesi li ho vissuti qua dentro (fanno cure intensive a carico della USL, ma non lo dite a nessuno). Poi un giorno mamma mi ha infilato un paio di occhialini al naso (dice che mi voleva ossigenata bene), una tuta e una giacca rossa (dice contro le streghe) e mi ha portato fuori. Un sole che mi accecava abituata com'ero a lampade (mi hanno fatto fare anche il solarium), oblò e cappelli calcati in testa (era l'ultima moda di questo posto). Ma devo dire che ci si stava proprio bene. Tutti che mi ridevano, coccolavano, regali a non finire. Poi c'era un silenzio. Prima era tutto un casotto. Gente che andava e veniva, chi ti pigliava da una parte chi da un'altra. Facevi pipì e ti pesavano, facevi cacca e ti ripesavano, e poi bagni, olii, massaggi. Insomma non stavi mai in pace. E magari quando finalmente dormivi arrivava mamma e ti diceva "ciao tesoro, sono qui, la tua mamma. Ora ti canto una canzoncina..." E fino alle otto era una banda con queste canzoncine che inventava al momento. Ed era pure stonata. Insomma un inizio niente male.

Mah, comunque adesso sono quasi indipendente, e faccio a modo mio. Oltretutto sono del Capricorno: testa dura. Mi dispiace non potervi intrattenere ulteriormente. Ho un sacco di cose da fare e da scoprire perciò torno a miei allenamenti.
Tanti saluti e baci.
Benedetta


Il video di Benedetta su Rai Uno, a "Festa Italiana", il 21 febbraio 2008

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© 29.11.2010 Associazione Coccinelle - Amici del neonato (onlus) - Siena













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