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La voglia di vivere di Benedetta
Scrive la mamma
di Benedetta Matteuzzi
(racconto tratto dalla pubblicazione "Coccinelle
News" del Dicembre 2004)
Cari genitori, sono la mamma di una bimba nata il 18/03/02 alla
25° settimana con un peso di 630 gr.
E’ solo dopo tutto questo tempo che ho trovato il coraggio
di raccontarvi questa mia esperienza.
Ripenso al giorno in cui ho dato alla luce la mia bambina. Mai
mi sarei aspettata di dover affrontare una così dura prova
di vita. Dare la vita ad un figlio tanto atteso e sentirsi dire
che le probabilità che possa riuscire a farcela sono veramente
poche, è sicuramente la prova di vita più dura
che un genitore debba affrontare.
Credevo di non riuscire a superare il dolore ma guardando negli
occhi la piccola Benedetta ho scoperto che dentro di me c’era
tanta forza e tutta la voglia di lottare per riuscire a tenerla
in vita con la forza dell’ amore.
Proprio grazie all’amore dei suoi genitori ed alla professionalità di
tutto il reparto della Terapia Intensiva del Prof. Bagnoli e
della Para Intensiva del Prof. Bonocore, la mia piccola ha superato
tutti problemi che aveva alla nascita.
Io e mio marito siamo stati costantemente rassicurati dai medici
ed abbiamo trovato in loro un appoggio meraviglioso che ci ha
spronato ad affrontare la vita della nostra bambina vivendo più serenamente
possibile ogni giorno che la nostra piccolina ci regalava.
Devo inoltre un grosso ringraziamento all’ Associazione “Le
coccinelle” che con l’aiuto delle altre mamme mi
ha fatto sentire di non essere mai sola. Conosco purtroppo bene
lo sconforto e la paura di chi si trova ad affrontare il dramma
della nascita di un prematuro e proprio per questo ho deciso
di diventare una sostenitrice dell’associazione.
Le persone che fanno parte de “Le Coccinelle” si
ripropongono di dare un aiuto concreto a tutti coloro che nel
futuro potranno ritrovarsi ad affrontare questa esperienza.
Oggi Benedetta è una bambina meravigliosa ed io e mio
marito siamo orgogliosi nel vederla crescere così bene.
Ha tanti amici nati prematuri come lei e, sono sicura, in occasione
della prossima festa di Natale, sentirla chiacchierare con loro
sarà per me e mio marito il regalo più bello.
Non ci dimenticheremo quanto importante sia stata l’Associazione.
Terremo vivo il ricordo dedicando comunque parte del nostro tempo
a chi ne avrà bisogno per regalargli un po’ di quella
speranza che ci ha aiutato ad affrontare tante difficoltà.
Sapere di poter dare anche solo un piccolo aiuto a chi sta soffrendo
ci fa sentire persone migliori, perché nonostante tanto
dolore oggi ci sentiamo veramente dei genitori fortunati.
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