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Che emozione poter tenere fra le braccia
la mia piccola Virginia...
Scrive Gianluca Pelosi, il babbo di Virginia
(racconto tratto dalla pubblicazione "Coccinelle
News" del Dicembre 2004)
Che emozione poter tenere fra le braccia la mia piccola Virginia
e
guardarla mentre mi guarda con gli occhi spalancati e mi ride.
Chi avrebbe
mai pensato che sarebbe stato possibile dopo averla vista quel
giorno in
mano... proprio tutta nella mano del dottore della terapia intensiva?
E che
emozione sentire gorgheggiare felice la piccola Elisa... ne ha
passate
tante e i dottori stessi appena nata avrebbero scommesso ben
poco sul fatto
che potesse farcela.
Si dice che i figli cominciano a dare preoccupazioni dal primo
giorno in
cui vengono al mondo... beh ci sono casi in cui le danno dal
primo giorno
di concepimento. Si perché non è consueto che un
babbo e una mamma si
ritrovino ad aspettare 4 gemelli tutti insieme.
Quanta gioia nell'apprendere la notizia che saremmo diventati
genitori non
di 1 ma di 4 bambini e quanti pensieri e preoccupazioni che durante
la
gravidanza potesse succedere qualcosa di storto proprio per il
fatto che 4 è
un numero molto inconsueto.
Che emozioni quando apprendemmo che erano 2 maschietti e 2 femminucce...
sembrava che la natura si fosse divertita a creare un suo equilibrio
perfetto.
E quali e quante emozioni contrastanti quando scoprimmo che da
4 i bimbi si
erano spontaneamente ridotti a 3. La tristezza per la perdita
di un futuro
bambino si accavallava e mescolava con la consapevolezza che
rimanendo in 3
i rischi per tutti diminuivano notevolmente.
Era bello vedere il pancione di mia moglie che cresceva, era
bello tornare
a casa la sera e accarezzando quel pancione sentire dentro quei
3 esserini
che si muovevano ma soprattutto sentire quei 3 cuoricini che
battendo ti
facevano capire che sotto quel pancione c'era la Vita.
Sembrava un sogno finché tutto è precipitato improvvisamente
un lunedì sera!
La rottura del sacco amniotico, la corsa in ospedale, il ricovero,
la
degenza per 4 giorni e poi quella telefonata di mia moglie che
mi disse con
voce calmissima che le dovevano fare il cesareo d'urgenza. La
corsa da
Firenze a Siena quasi in trance. Sono arrivato in tempo per veder
passare i
miei bambini nelle incubatrici mentre li portavano in terapia
intensiva ed
a quel punto ho veramente realizzato di essere diventato babbo.
E' qualcosa
che non si può descrivere, bisogna viverla per capirla.
Purtroppo io non ho
potuto viverla in modo normale perché subito è subentrata
la paura che
sarei potuto essere babbo per pochi giorni... per poche ore.
Quello che è successo nei giorni immediatamente successivi è qualcosa
che
mi ha segnato e mi segnerà per sempre. Entrare in terapia
intensiva la
prima volta; vedere quei 3 esserini ed in particolare Virginia
che stava
tutta nel palmo della mano del dottore di turno; sentire le notizie
pesanti
sulle loro condizioni di salute e non potersi sfogare con nessuno
perché l'unica persona che avrebbe potuto
davvero capirmi era ancora ricoverata 2
piani più sotto in condizioni non ancora buone; ricevere
quella telefonata
che preannunciava l'aggravamento delle condizioni di salute di
Filippo;
correre in ospedale la notte e apprendere che il bimbo non c'era
più;
sbrigare le pratiche per il suo funerale e accompagnarlo fino
all'ultimo
con la consapevolezza che niente si poteva fare ma con la morte
nel cuore
per non essere riuscito a fare nulla per lui.
Sono tutte cose che ho vissuto quasi come in un film, quasi come
se non
stessero succedendo a me!
E poi quella sensazione di impotenza nelle settimane successive
nel sapere
le 2 bimbe in continuo pericolo di vita e poter solo aspettare
e sperare.
Credo che per un padre non ci sia niente di peggio che sapere
che i propri
figli stanno male e non poter fare niente di concreto per loro.
In quei momenti ci si aggrappa a tutto, basta una parola detta
in un certo
modo per farti nascere la speranza e un'altra detta in un altro
modo per
soffocarla subito. Sono esperienze che nessuno dovrebbe vivere
mai.
I dottori della terapia intensiva hanno fatto davvero 2 piccoli
miracoli
eppure anche loro non avrebbero potuto fare nulla se non si fossero
trovati
di fronte 2 esserini con un'incredibile voglia di vivere e di
poter dire la
loro in questo mondo...
Che emozione vedere la mia piccola Virginia che ride!!! Chi lo
avrebbe mai
pensato quel giorno quando la vidi con la polmonite addosso immobile
in
quell'incubatrice... pensai fortemente che sarebbe stata l'ultima
volta che
l'avrei vista.
E che emozione sentire gorgheggiare la piccola Elisa. Un'emorragia
cerebrale, una broncodisplasia, 2 interventi chirurgici alla
testa... chi
l'avrebbe mai detto che potesse avere questa voglia di vivere
e questa
ripresa?
Sono stati mesi durissimi e ci sarà ancora molta strada
da fare perché, si
sa, i bimbi danno preoccupazioni dal primo giorno della loro
nascita... ed anche da prima, ma ora, stringendo fra le braccia quelle 2 piccole
coccinelle e vedendo come crescono e la gioia che danno, il futuro è sicuramente
più roseo...
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