Racconti: Giulia

C'è un mondo pieno di cose belle che vi aspetta.
Scrivono la Coccinella Giulia e la mamma Tiziana

Ciao sono Giulia.
Avete visto le mie foto ero e sono bellissima, mia madre mi dice sempre che ero una bimba in miniatura, una bambolina che stava nel palmo delle mani, ma che caratterino!
E’ quello che mi ha aiutato, oltre naturalmente ai medici, ma lei pensa che il più è stato merito mio ed io mi approfitto di questo merito, perciò ho un consiglio per voi piccoli amici miei: cosa aspettate a farvi valere?
Fuori c’è un mondo pieno di cose belle che vi aspetta, provate a chiedere e le avrete.

Un abbraccio Giulia


Ciao.
Io sono la mamma di Giulia, un piccolo angelo ribelle, bella, intelligente, impicciona (ma quale figlio non lo è per i propri genitori). Comunque non voglio parlarvi di lei ma per una volta parlo di me e di come mi sono sentita nel vivere questa strana e “particolare” esperienza.

Quando è nata Giulia non era sola, erano due sorelline di 28 settimane ed 1kg circa a testa: Marta e Giulia.
Ho appreso di dover partorire prematuramente con l’incoscienza di chi è al primo parto, pensando che non fosse una cosa così pericolosa ma mi sbagliavo anzi è stata una dura prova di sopravvivenza.In 16 giorni con mio marito siamo passati dall’emozione per la nascite delle nostre bambine al crudo dolore nel sapere che la nostra Marta non ce l’avrebbe fatta.
Non voglio descrivere i dettagli del nostro calvario perché ci sono momenti che ancora oggi non riesco ad assimilare come passati ma anzi sono molto presenti come la mia bambina.

Marta è nata a nostra insaputa con una malformazione cardiaca congenita (anche se avessi finito i 9 mesi la malformazione era presente)impossibile da operare ma prima che la nostra mente potesse elaborare questa realtà alla nostra Giulia si è infettato l’intestino ed è stata operata d’urgenza: avevamo una bambina che stava morendo ed una che stava lottando per vivere. Marta è tornata angelo dopo 21 giorni dalla nascita ed ha aiutato sua sorella nella lotta alla vita.

L’unica cosa che nei primi giorni mi dava forza e speranza era mio marito che mi raccontava cosa gli avevano detto persone che avevano vissuto la stessa esperienza e a volte si ripetevano stessi fatti e queste persone avevano a casa i loro figli; non so se i dottori hanno uno stesso metodo per tutti o le esperienze si somiglino tutte ma accadeva spesso di essere chiamati in piena notte e nel viaggio lui mi rassicurava “vedrai a volte si arriva all’ospedale e tutto è passato” e succedeva veramente.

Tutti i giorni quando ero davanti alla porta della Terapia intensiva guardavo le foto dei bambini attaccate sul muro, avrò letto mille volte nomi. Peso ,settimana di nascita e ho sempre pensato che mia figlia avrebbe potuto farcela e sarebbe stata anche lei su quel muro in aiuto di altri genitori.
Il tempo non passava velocemente ma lento come lenti erano i progressi di Giulia cosa potevo fare?

Ho visto tanti genitori davanti a quella porta ed è venuto naturale parlare, ascoltare, raccontare la nostra esperienza, la nostra speranza. A volte era difficile vedere bambini che uscivano dalla TIN mentre la nostra piccola rimaneva dentro poi però la gioia e la felicità di quei genitori prendeva il sopravvento e la fiducia diventava sempre più forte.

Ho festeggiato il Natale, l’anno nuovo e la befana con quei genitori; ho preso il pulman, passeggiato per Siena, ho aspettato le telefonate di mio marito che era al lavoro, ho preparato l’albero di Natale e aspettato le visite dei dottori ho riso e ho pianto con le altre mamme.

Voglio ringraziare con tutto il cuore Francesca e Mauro, Sabrina, Elena, Soraya, Alessandra e Pasquale, Carlo e Michela e tutti quelli che ho incontrato nei miei 80 giorni di ospedale e soprattutto mio marito la persona più importante insieme alle mie figlie e Marta il loro angelo custode.
Questa esperienza ci ha fortificato e non so se è stata incoscienza o coraggio ma adesso Giulia ha una sorella Alice ed il consiglio che voglio dare è non arrendetevi alla prima esperienza negativa non è detto che tutto si ripete e pensate alla gioia di avere un bambino.

Mi raccomando se passate da quel reparto lasciate la foto dei vostri bambini sul muro è la primo segno di speranza per coloro che stanno davanti alla porta.

Un abbraccio, Tiziana

P.S.: non li ho nominati perché in questa lettera non erano i protagonisti ma un ringraziamento è per i dottori che hanno sopportato i miei volubili umori ma soprattutto hanno aiutato la nostra bambina a restare con noi.

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© 29.11.2010 Associazione Coccinelle - Amici del neonato (onlus) - Siena













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