Racconti: Leonardo Marchetti

La storia di un bambino più forte di tutto!
Scrive la Coccinella Leonardo Marchetti

Care Coccinelle, mi chiamo Leonardo Marchetti, sono nato il 17 di settembre del 2004 alla 29ª settimana e pesavo solo 800 grammi. Ero tranquillo nella pancia della mia mamma, quando i medici si sono accorti che non crescevo più da alcune settimane, così all’improvviso il ricovero in ospedale, per fare esami più approfonditi, e subito il difficile verdetto: dovevano farmi nascere al più presto, una settimana, massimo dieci giorni! Invece sono nato il giorno dopo con un cesareo di urgenza.
Ero davvero piccolo per la mia età, praticamente quattro, forse cinque settimane indietro, ed è cominciato così un periodo difficile, per me e per i miei genitori. Il babbo è stato il primo a vedermi, poco dopo il mio ricovero in TIN; aveva paura di quello che si sarebbe trovato davanti agli occhi ed invece mi ha visto e si è innamorato di me, ci credo, ero bellissimo! La mamma mi ha visto qualche giorno dopo, ancora dolorante per il cesareo, ma appena ha posato gli occhi su di me ha dimenticato tutti i suoi problemi, basta piangersi addosso, basta pensare “perché è successo?” senza riuscire a trovare una risposta, da quel momento sono diventato la cosa più importante.
Un giorno tutto andava bene, il giorno dopo qualcosa ci faceva ripiombare nella tristezza. Ho fatto tante trasfusioni, perché i valori dell’emocromo periodicamente peggioravano. Spesso l’indice di infezione risaliva, senza sapere bene quale era il motivo. E poi sono stato due mesi senza poter prendere latte, ogni volta che i medici provavano a darmene qualche goccia dovevano interrompere per non rischiare la NEC. Per due mesi mi sono nutrito con la flebo, a volte su un braccino, a volte su una gambina, e davvero non ne potevo più, volevo sentire il sapore del latte! La prima volta che mi hanno dato il biberon l’ho finito in un attimo! Però sono sempre stato forte, ho avuto fin da subito tanta voglia di vivere e questo ha aiutato ad andare avanti anche i miei genitori: se io, uno scricciolo così piccolo e indifeso, ero così forte, loro non potevano essere da meno!

Poi, finalmente, un giorno di dicembre hanno deciso che ero abbastanza “grande” per cavarmela da solo, pesavo 2 chili e 300 grammi quando sono arrivato a casa ed ero felicissimo. Mi sono subito ambientato bene, nessuno che veniva a svegliarmi per fare esami o altre cose noiose, dormivo quanto volevo e mangiavo quando avevo fame, anche se ero abbastanza “preciso”, ogni 4 ore volevo il latte e guai a ritardare! Anche i primi mesi a casa non sono stati facili; come se non bastasse tutto quello che avevo passato, ero anche risultato positivo al test per la fibrosi cistica; abbiamo aspettato due mesi, prima che raggiungessi un peso sufficiente per poter fare l’esame del sudore, l’unico che poteva fugare tutti i dubbi. E poi era pieno inverno, non potevo uscire perché era davvero troppo freddo, a casa nessuno veniva a trovarmi, perché avevano paura di attaccarmi un raffreddore o un’influenza, però vedevo spesso tanti parenti ed amici accalcati fuori della porta di casa o alle finestre, per potermi vedere!

Ora ho 11 mesi e sto davvero bene. Mi piace dormire, ma quando sono sveglio non sto un attimo fermo. Adesso comincio a gattonare, riesco a stare sulle quattro gambe ma ancora non ho ben capito come fare per muovermi, ma sono una testa dura e di sicuro tra poco ci riuscirò! Peso sette chili e mezzo per 70 centimetri, forse penserete che sono un po’ magrolino ma io preferisco dire longilineo! Spesso mi dicono che ho uno sguardo così sveglio che sembro più grande della mia età.

Vi mando una foto scattata in Piazza del Campo il 3 luglio 2005, il giorno dopo aver vinto il mio primo palio…sono un piccolo brucaiolo fortunato!!!

Leonardo

Scrivono anche Simone e Federica, i genitori di Leonardo

La nostra esperienza per fortuna si è risolta bene, ma è stato un periodo davvero difficile, durante il quale abbiamo avuto tanta paura. Vogliamo ringraziare con tutto il cuore il personale della TIN e della PIN che hanno seguito Leonardo durante il ricovero, ed anche dopo, dandoci tutto il sostegno, medico e non solo, di cui avevamo bisogno. Un ringraziamento particolare vogliamo farlo al Prof. Bagnoli che, 30 anni prima di aver curato Leonardo, riuscì a salvare la vita anche al babbo Simone.
Abbiamo deciso di raccontare la nostra storia per dare coraggio a tutti i genitori che si trovano nella stessa situazione, per testimoniare che anche nei momenti peggiori si può, e si deve, sempre trovare qualcosa che ti fa andare avanti, per noi è stata la grande voglia di vivere di Leonardo.

Simone e Federica

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© 29.11.2010 Associazione Coccinelle - Amici del neonato (onlus) - Siena













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