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Il nostro meraviglioso terzetto.
Scrive la mamma di Lucia, Giulia e Chiara
Il mio nome è Silvia e quella che sto per raccontarvi è una piccola parte della lunga storia che ha avuto inizio in un bel pomeriggio autunnale dell'anno scorso.
Non mi sembra possibile che sia già trascorso un anno da quell'incredibile 5 novembre 2006 che ha rivoluzionato completamente la nostra vita, eppure è proprio così! Un anno!!
E pensare che quando mi sono svegliata la mattina di quel fatidico giorno non avrei certo immaginato che da lì a poche ore avrei fatto un bel viaggio in ambulanza fino a Siena perché era arrivato il momento di far nascere le mie bimbe ma, ahimé, a Pisa, dove ero ricoverata già da qualche settimana, proprio quella mattina non c'erano tre posti per loro in TIN!! D'altra parte ero solo alla 30° settimana di gravidanza e quindi quei tre posti ci volevano proprio!! E così il destino ha voluto che nascessero senesi. “Meglio senesi che pisane!” è stata una delle prime cose che mi sono state dette dai medici di ostetricia, dopo aver saputo delle nostre origini livornesi, e con questa battuta ancora nelle orecchie e un grandissimo batticuore mi sono addormentata dolcemente in sala parto.....
Credo che quello sia stato l'ultimo sonno tranquillo!!
Alle 17.08 è nata Lucia (1,220 kg) , alle 17.09 Chiara (1,260 kg) e alle 17.10 Giulia (1,280): il nostro meraviglioso terzetto!
Se le guardo oggi, qui sedute intorno a me sui loro seggioloni, non mi sembra possibile che siano proprio loro quei tre minuscoli esserini di 39 cm! Quando sono riuscita finalmente a vederle, due giorni dopo la loro nascita, erano piene di fili e tubicini e avevano il viso nascosto da grandi mascherine, così come grandi, enormi, mi erano sembrate le incubatrici che le ospitavano: chissà che pacchia per loro dopo essere state per settimane rannicchiate strette strette dentro la mia pancia!.
La prima volta che ho messo piede in TIN mi sembrava di stare sognando: era tutto così rarefatto, tutto così ordinato e silenzioso e le bimbe così distanti......: certo non è proprio quello che una mamma si può aspettare.... Eppure ben presto avremmo preso confidenza con quel nuovo mondo, loro da una parte e noi dall'altra dei piccoli oblò delle incubatrici!
Ore, giorni, settimane fatte di lunghe attese per poterle vedere, toccare e poi piano piano accarezzare e finalmente prendere in braccio, ma anche per sentire dai medici di turno le novità sul loro stato di salute, che ogni volta attendevamo con trepidazione e che spesso ci creavano ansie, angosce, dubbi, interrogativi. Più chiedevamo e più volevamo sapere e ogni volta le preoccupazioni erano moltiplicate per tre! Di solito capitava che avevamo una notizia buona per una o due di loro, ma mai per tutte e tre insieme e quindi quello stato di attesa angosciata si protraeva nel tempo e sembrava dilatarsi indefinitamente nello spazio dell'ospedale che ormai per noi era diventata una nuova casa. E poi, piano piano, il trasferimento in PIN, prima per Chiara, poi per Lucia e, infine, dopo un periodo di tempo che ci è sembrato lunghissimo, anche per Giulia.
E poi il bellissimo regalo che ci è stato fatto alla vigilia di Natale, quando abbiamo potuto portare a casa Chiara e Lucia, con le lacrime agli occhi e un gran magone perché comunque Giulia doveva ancora rimanere a Siena. E il mese successivo continuamente in viaggio tra Livorno e Siena per poter allattare Chiara e Lucia a casa ma anche stare per qualche ora accanto a Giulia! Che stanchezza!!
Eppure oggi a ripensarci ho quasi nostalgia di quel periodo, perché accanto ai momenti di sofferenza abbiamo provato anche delle grandissime gioie: i nostri primi giorni insieme sono stati una continua scoperta delle nostre bambine ed è stato bellissimo!
E il soggiorno forzato in ospedale ci ha dato anche l'occasione di incontrare delle persone veramente speciali: in primo luogo i genitori degli altri bambini ricoverati, prima in TIN e poi in PIN, con i quali abbiamo condiviso (e in parte ancora oggi condividiamo) i momenti più dolorosi e quelli più felici, e le mamme delle “Coccinelle”, che ci hanno saputo confortare, incoraggiare, sostenere quando ne abbiamo avuto più bisogno. E con tutti loro abbiamo capito una cosa veramente importante: quanto sia bello, a volte anche molto doloroso, ma sicuramente necessario condividere! Condividere le nostre paure, le nostre angosce, i nostri momenti di sofferenza, perché loro ci sono passati prima di noi o insieme a noi e quindi sanno cosa vuol dire, senti che ti comprendono, a volte anche senza il bisogno di esprimersi a parole......
Grazie di cuore a tutti loro! E grazie, grazie, infinitamente grazie a tutti i medici, gli infermieri e gli altri operatori sanitari che si sono presi cura delle nostre bimbe con grande professionalità ma anche molto amorevolmente e hanno sempre dimostrato nei nostri confronti grande gentilezza, educazione e cortesia: doti tutt'altro che scontate!
Un saluto con il sorriso sulle labbra, una parola d'incoraggiamento, una battuta detta al momento giusto possono veramente fare la differenza riscaldandoti il cuore anche nella giornata più grigia..... Insomma, senza di loro non ce l'avremmo proprio fatta, né le nostre piccole, né noi genitori!
Oggi siamo tutti e cinque a casa e la nostra vita insieme piano piano sta prendendo il volo. Certo ne abbiamo attraversati di momenti difficili nel corso di questi mesi e il peso più grande è toccato alla nostra piccola Giulia, che però ha mostrato fin dai primi giorni una grandissima forza ed è riuscita con ostinazione a superare ogni ostacolo che fino ad oggi ogni tanto si è presentato per rallentarle il cammino! Siamo sicuri che presto riuscirà a riacciuffare Chiara e Lucia che nel frattempo sono diventate due piccoli “terremoti” e ora gattonano per casa cercando di alzarsi e muovere i loro primi passettini!!
Vivere un'esperienza come quella che accomuna tutti i genitori delle “coccinelle” è qualcosa che non può non segnarti per sempre e dare un significato diverso, più autentico alla tua vita. Quando ero ancora in ospedale, mi è capitato spesso di ascoltare o leggere le testimonianze di altri genitori di bambini nati prematuri e ogni loro storia mi ha toccato profondamente. Io credo davvero che ogni nuova vita sia un miracolo ma quella di questi bambini è un miracolo doppio........e nel nostro caso il miracolo è stato addirittura triplo! Grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito a realizzarlo!!
Silvia

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