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Nascita di Paola
Ci scrive la mamma di Paola Goracci
Quando torno indietro nei miei ricordi, sono certa di essere stata troppo tranquilla mentre aspettavo il mio turno per il cesareo programmato per la mattina del 6 giugno 2001.
“La nascita è sempre un’avventura” mi disse poi un’ostetrica gentile, e lo compresi a fondo mentre tenevo d’occhio la flebo la notte, e avevo Paola ricoverata in T.I.N. per asfissia, indice di Apgar 2.
Era solo l’inizio. I medici mi dissero che era stata intubata per pochi minuti, ma che le sue condizioni di salute erano buone.
Tutto andava per il meglio e la bambina nata a termine, peso Kg. 3.050, venne trasferita in paraintensiva dove io andavo ad allattarla.
Dopo 10 giorni, preceduto da qualche colpo di vomito: aggravamento improvviso con difficoltà respiratorie e si rese necessario trasferire nuovamente Paola in T.I.N.
Che cosa aveva? Infezione neonatale, una qualche malattia neurometabolica, ab-ingestis(?!) ?
Per mia figlia non c’è stata diagnosi.
Nuovamente intubata, una settimana di coma, sofferenza del tronco encefalico etc., ed io che dentro ad un altro ospedale ci lavoro, sapevo bene che cosa poteva significare…
In T.I.N., senza parlare, le dicevo: “Ti dò un pò della mia vita, ti dò un po’ della mia forza, ti dò un po’ della mia energia, prendi ciò che ti serve e porta via…”
Sono sicura che, nel suo oblio, arrivava il mio grido silenzioso e disperato.
Adesso, quando è malata, le ripeto la solita cantilena e lei mi ascolta, stupefatta e perplessa.
Un’altra mamma in difficoltà mi aveva detto “Dalle forza…”.
Credo che ogni modo sia valido e che ognuna trovi il proprio.
Io ringrazio le persone, tra i medici e gli infermieri della terapia intensiva neonatale e paraintensiva, che ci sono state vicine, e sono tante; un posto nel mio cuore, per loro, ci sarà sempre.
Nei mesi successivi e nel tempo, il mio pensiero è stato: come dare un senso a quello che mi è capitato?
Credo di aver trovato diverse risposte, una è questa.
Silvia Caporali
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