|
Una grazie dal profondo del cuore...
Scrivono i genitori di Stefano Campiglia e Mattia Stefano Bussagli
Siamo i genitori di due bambini nati prematuri il 26 dicembre
2006 a Siena di 23 e 24 settimane di età gestazionale.
Se non fosse stato per la nascita prematura dei nostri figli non
avremmo mai conosciuto la vostra associazione e le persone che ne
fanno parte. Abbiamo passato più di 4 mesi al Policlinico Le
Scotte e ora che ci hanno detto che possiamo andare a casa ci
manca la terra sotto i piedi proprio come il giorno di Santo
Stefano quando tutto sembrava perso. In questo lungo periodo
questo reparto è diventata la nostra casa e le persone che lì
abbiamo conosciuto sono diventate la nostra famiglia. Le foto dei
bambini che ce l'anno fatta, che sono cresciuti sani e belli
grazie alle cure del personale medico e infermieristico ci hanno
dato il coraggio di continuare a vivere anche quando il solo
respirare era faticoso. I nostri figli sono sopravvissuti e hanno
avuto il coraggio di vivere in questo mondo e questo ha cambiato
le nostre vite, la sofferenza e il dolore non lasciano indifferenti nè quando lo si prova e nemmeno quando lo si vede su chi ti sta accanto.
Ciò che ci lascia questa esperienza è, da una parte, la paura di
vivere e la fragilità che segna il nostro animo e dall'altra è la
riconoscenza che dobbiamo a chi ci aiutato. Lo scopo della vostra
associazione è stato davvero realizzato perchè senza l'aiuto di
quei genitori che hanno messo a disposizione il loro tempo e la
loro esperienza e che con le loro parole e il loro sostegno ci
sono stati vicini, sarebbe stato ancora più duro. Un grazie dal
più profondo del nostro cuore alle mamme
dell'associazione: Lara, Simonetta, Cinzia e Federica e a tutti
quelli che ne fanno parte.
Speriamo che questa testimonianza di affetto e riconoscenza
possa aiutare i genitori che verranno dopo di noi ad avere
speranza e fiducia nel prossimo in questo mondo sempre più spesso fatto di violenza quotidiana.
Un grazie particolare al presidente della vostra associazione Prof.
Bagnoli non solo come medico ma soprattutto come uomo, un
direttore speciale che riflette un reparto speciale come pure i
suoi medici che riflettono una persona speciale.
Noi, quei medici li amiamo dal primo fino all'ultimo, non come
una moglie può amare un marito o viceversa ma nel senso più
elevato del termine perchè sono davvero delle persone
straordinarie, perchè ognuno di loro durante il loro lavoro ci ha
lasciato qualcosa ed è giusto che abbiano i riconoscimenti
professionali che meritano nelle opportune sedi e auguriamo loro
e alle loro famiglie dal più profondo del nostro cuore la felicità vera, quella fatta delle piccole cose.
Grazie a tutti.
I genitori di Stefano Campiglia e Mattia Stefano Bussagli
<< indietro
|